Diritto all’oblio e GDPR 2018

Chi si dovesse essere trovato nella spiacevole situazione di veder leso il proprio onore o reputazione su internet, oggi deve sapere che ha dalla sua parte un nuovo strumento legislativo che far valere i propri diritti. Può quindi esigere la cancellazione dei dati lesivi che lo riguardano, avvalendosi del Diritto all’Oblio e del Nuovo Regolamento Europeo per la protezione dei dati personali (GDPR 2018). Infatti, uno degli argomenti più di attualità, in questi tempi di profonda digitalizzazione delle informazioni, è certamente quello della Privacy su internet.

La tutela dei dati personali è divenuta negli ultimi anni di notevole importanza, soprattutto grazie della sovraesposizione delle informazioni sul web. Il rischio che si corre in rete infatti, oltre alla pubblicazione dei dati, è legato soprattutto all’intrinseca capacità di diffusione capillare di questo mezzo, in quanto qualunque dato, una volta immesso sul web, diventa immediatamente fruibile da chiunque e in qualunque parte del mondo.

Un fenomeno che non riguarda solo l’aspetto di ‘violazione della privacy sul web’, ma può assumere dei connotati ancora più drammatici, come nel caso del Revenge Porn, come ci ricordano gli avvocati della Cyber Lex: “Qui non si parla solo di ‘diffusione coatta di dati altrui’, ma di un vero e proprio reato particolarmente sgradevole, in quanto vede come vittime principali le donne i cui ex fidanzati – o ex mariti, o comunque soggetti di sesso maschile – pubblicano su internet ‘per vendetta’ alcuni contenuti ‘hot’, prodotti il più delle volte ad insaputa della vittima. Il Revenge Porn è un reato terribile, che arriva anche ad uccidere…”.

Gli avvocati della Cyber Lex, fanno riferimento in particolare a moltissimi casi di Revenge Porn di cui la cronaca ci parla, come quello della povera Tiziana Cantone: suicidatasi dopo che il suo ex fidanzato a sua insaputa ha pubblicato e divulgato in rete ‘per vendetta’ alcuni video hot che la riguardavano, girati in una situazione del tutto intima e privata ai tempi in cui i due avevano una relazione. A tal proposito, ricordiamo che la Commissione di Giustizia potrebbe introdurre nel codice penale il nuovo art. 612-ter c.p. il cui testo di proposta di Legge si rivolge in modo diretto proprio al sopracitato reato di Revenge Porn. Cyber Lex, dove si può leggere:‘È punito con la reclusione da uno a tre anni chiunque pubblica nella rete internet, senza l’espresso consenso delle persone interessate, immagini o video privati, comunque acquisiti o detenuti, realizzati in circostanze intime e contenenti immagini sessualmente esplicite, con conseguente diffusione di dati sensibili, con l’intento di causare un danno morale alla persona interessata. La pena è aumentata della metà se il fatto è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa’.

 

Precedente World Economic Forum Di Davos Successivo La Lettera del Vescovo Gerardo Antonazzo ai cresimandi della Diocesi di Sora