Divorziare Senza Avvocato è possibile?

Separarsi o divorziare senza avvocato è possibile a patto però che sussistano alcuni requisiti. Dall’11 dicembre 2014, infatti, chi vuole separarsi, divorziare o modificare le condizioni già fissate in precedenza dal giudice, può presentarsi semplicemente davanti al Sindaco del comune di residenza di uno dei due coniugi o in quello dov’è stato trascritto l’atto di matrimonio, senza l’assistenza di un avvocato, che diventa facoltativa (Legge n. 132).

La procedura è valida solo per chi decide di separarsi o divorziare consensualmente (altrimenti è d’obbligo seguire l’iter ordinario in tribunale) e a patto di determinate condizioni:

  • I coniugi siano senza figli o con figli maggiorenni in salute e autosufficienti;
  • L’accordo non contenga atti con cui si dispone il trasferimento di diritti patrimoniali come ad esempio un’auto, la casa familiare, ecc. (art. 12, secondo comma della legge n. 162/2014).

Sebbene gli accordi depositati non possano contenere alcun patto di natura patrimoniale, la circolare n. 6 2015 ha precisato che l’accordo concluso può contenere la previsione di un assegno periodico.

Divorziare Senza Avvocato è possibile? Come funziona?

Il funzionamento è molto semplice. Una volta che i due coniugi hanno raggiunto un accordo privato, presentano le loro dichiarazioni di intenti al Sindaco, che secondo le condizioni concordate, compila e sottoscrive un accordo di divorzio, che tuttavia non è ancora operativo. Per la sua applicazione, infatti, devono passare 30 giorni dalla ricezione, quando il Sindaco invita i coniugi a presentarsi dinanzi a lui per la conferma definitiva. 

Solo dopo quest’ulteriore conferma il Sindaco comunicherà l’iscrizione nei registri di stato civile alla cancelleria del tribunale in cui la causa risulta essere iscritta. L’accordo sarà annotato anche negli archivi informatici dello stato civile, sull’atto di nascita di ciascun coniuge e sullo stesso atto di matrimonio.

Divorziare senza avvocato è possibile, come abbiamo appena visto, ma non sempre è la scelta migliore, soprattutto quando si ha difficoltà a raggiungere un accordo di divorzio soddisfacente. In tal caso è preferibile optare per la negoziazione assistita da un avvocato, cioè l’accordo “mediante il quale le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia”.

L’accordo sulla separazione o sul divorzio deve essere scritto dall’avvocato, che dopo averlo fatto firmare ai coniugi, autentica le loro sottoscrizioni e lo deposita presso il procuratore della Repubblica del Tribunale competente che, se riconosce che l’accordo non contiene irregolarità, comunica al legale il via libera al procedimento. Il nullaosta deve essere inviato entro 10 giorni dall’avvocato al Sindaco del comune in cui il matrimonio è stato celebrato. Il Sindaco, a distanza di 30 giorni dal ricevimento dell’accordo, invita i coniugi per la conferma definitiva. In caso di violazione dell’obbligo di trasmissione, per il legale è prevista una sanzione da 5mila a 50 mila euro. In caso di divorzio in Comune i costi sono irrisori, anche perché è una tipologia di separazione che avviene senza la mediazione di un avvocato. Si pagano soltanto i diritti di segreteria al Comune, per una spesa di circa 15-30 euro.

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